Linedì 11 maggio si è tenuto un incontro a Erba, organizzato dalla direzione del circolo della scuola primaria e dell'infanzia. Aveva per titolo "le radici e le ali - educazione alla multiculturalità"; ha visto protagonisti, oltre al pubblico prevalentemente composto di insegnanti, la dirigente S.Campisano e il prof.Mantegazza, studioso di pedagogia e autore di numerosi libri e ricerche sul campo.
Mantegazza ha esordito con una storia Zen; in effetti di aneddoti ne ha raccontati molti, durante le due ore e passa in cui ci ha intrattenuti sul tema del diverso.
Ecco la storia:
"quattromila anni fa, in cina, tra quelli che poi avrebbero abbracciato il credo buddhista, era consuetudine accogliere i novizi che intendevano farsi monaci, per un periodo di tirocinio; questo durava tre anni. Durante il primo anno i novizi svolgevano quasi soltanto lavori manuali di "servizio", come le pulizie e la manutenzione; durante il secondo anno i novizi approfondivano la conoscenza di sè stessi e del mondo. Durante il terzo anno dovevano stare in silenzio completo.
Al termine del terzo anno, venivano sottoposti a un esame che consisteva in un qoan, una domanda paradossale, superato il quale diventavano monaci a tutti gli effetti:
- in un villaggio lavora il miglior fabbro della terra, che è in grado di costruire lance insuperabili, capaci di penetrare qualunque armatura. Questo fabbro talvolta costruisce anche scudi; siccome è veramente abile e esperto, gli scudi che costruisce sono impenetrabili e nessuna lancia li può trapassare.
Riuscirà una lancia forgiata da quel fabbro a trapassare uno scudo costruito da lui stesso?
Questo era il quesito. I novizi che rispondevano "sì" venivano bocciati.
I novizi che rispondevano "no" venivano bocciati.
Veniva accolto nella comunità dei monaci soltanto chi restava in silenzio.
A volte ci sono domande che non ammettono risposta. Non è sempre "o bianco, o nero", ci sono aspetti della vita che richiedono un atteggiamento di ascolto e di attenzione. La questione delle "differenze" è uno di questi aspetti. I diversi hanno ragione tutt'e due. Altrimenti non ci sarebbe partita. Il problema è evitare di decidere "chi ha più ragione", cercando invece di accettare che ognuno la pensi come vuole sui grandi temi dell'umanità. Perchè c'è il dolore, quando morirò, i miei figli riusciranno a essere felici...
giovedì 14 maggio 2009
venerdì 20 marzo 2009
Inconscio collettivo
clicchiamo sul titolo! guardiamoci e riguardiamoci (e ascoltiamoci) questo spezzone del 1982, e tiriamo fuori quel "vivido piccolo fuoco" che arda ancora, per sempre, con noi.
Purtroppo non c'è nessun generale dalla nostra parte: dobbiamo proprio scontrarci con la pula.
Purtroppo non c'è nessun generale dalla nostra parte: dobbiamo proprio scontrarci con la pula.
martedì 17 marzo 2009
trent'anni dal "7 aprile" e dieci anni dalla chiusura dei Centri Giovani
... e se vogliamo, 120 anni dalla presa della Bastiglia. Ma questo interessa meno, in un momento in cui occorre partire dalla base. con metodo. scientifico.
In questa prospettiva, mi ricordo: dieci anni fa il comune di milano ha cominciato ad attuare la esternalizzazione dei Centri di Aggregazione Giovanile, che prendevano il nome collettivo di "Centri Giovani".
Oggi, il comune di milano è sul punto di esternalizzare il servizio di orientamento ai disoccupati, conosciuto come "Sportelli Lavoro".
Allora una mobilitazione disincantata e entusiastica ha permesso di ottenere alcuni risultati: regolarizzazione per alcuni (confluiti negli Sportelli Lavoro: sono tra questi), indennizzo per altri pari a un massimo di un'annualità (circa 30 milioni di vecchie lire).
Oggi l'esternalizzazione del servizio di orientamento al lavoro avviene nel silenzio assordante delle Istituzioni (ovvio), dei sindacati (più ovvio) e degli stessi lavoratori, attratti dal mito del compiacere il padrone per essere richiamati a lavorare.
Eppure, scientificamente, razionalmente, si può analizzare per analogia il portato di quella operazione, per inferire previsioni su questa. Intendo farlo.
Ricercare i vecchi colleghi; mappare i nuovi e attuali centri di aggregazione giovanile; esaminare comparativamente obbiettivi e risultati; raccogliere i dati dei flussi di utenza di ieri e di oggi, e confrontarli. E più ancora, individuare i nodi delle reti che allora - e oggi - si sono inter-allacciati: per ragionarci sopra. Per trarne auspici, quasi sciamanici, sul significato, sul senso e sulla prospettiva dell'operazione di oggi.
In questa prospettiva, mi ricordo: dieci anni fa il comune di milano ha cominciato ad attuare la esternalizzazione dei Centri di Aggregazione Giovanile, che prendevano il nome collettivo di "Centri Giovani".
Oggi, il comune di milano è sul punto di esternalizzare il servizio di orientamento ai disoccupati, conosciuto come "Sportelli Lavoro".
Allora una mobilitazione disincantata e entusiastica ha permesso di ottenere alcuni risultati: regolarizzazione per alcuni (confluiti negli Sportelli Lavoro: sono tra questi), indennizzo per altri pari a un massimo di un'annualità (circa 30 milioni di vecchie lire).
Oggi l'esternalizzazione del servizio di orientamento al lavoro avviene nel silenzio assordante delle Istituzioni (ovvio), dei sindacati (più ovvio) e degli stessi lavoratori, attratti dal mito del compiacere il padrone per essere richiamati a lavorare.
Eppure, scientificamente, razionalmente, si può analizzare per analogia il portato di quella operazione, per inferire previsioni su questa. Intendo farlo.
Ricercare i vecchi colleghi; mappare i nuovi e attuali centri di aggregazione giovanile; esaminare comparativamente obbiettivi e risultati; raccogliere i dati dei flussi di utenza di ieri e di oggi, e confrontarli. E più ancora, individuare i nodi delle reti che allora - e oggi - si sono inter-allacciati: per ragionarci sopra. Per trarne auspici, quasi sciamanici, sul significato, sul senso e sulla prospettiva dell'operazione di oggi.
giovedì 9 ottobre 2008
traccia di "nuova" analisi della sconfitta per tornare alla vittoria
oh, sì: il problema del razzismo c'è, ma non è un problema, è uno dei tanti sintomi che dopo il compromesso storico, dopo che Berlinguer ha consentito all'alleanza strategica con il blocco borghese-vaticano di destra PUR DI ANDARE AL GOVERNO, la discesa non è stata nient'altro che più veloce. Omicidio o deportazione del dissenso organizzato, omicidio e emarginazione (eroina) del sottoproletariato, imposizione di una legislazione di emergenza dalla quale mai ci siamo rialzati, e che si propone oggi, praticamente uguale, come alla fine degli anni '70: hanno sconfitto il nemico più forte, la lotta di classe, adesso fanno piazza pulita delle frange irregolari, no global: dopo il caduto di piazza alimonda, è finita!) cittadini stranieri, donne e poveri.
Da questa analisi, necessariamente schematica, occorre ripartire, per ridare slancio alla lotta che ci vede anche vinti, ma mai domati. Viva la Resistenza!
Da questa analisi, necessariamente schematica, occorre ripartire, per ridare slancio alla lotta che ci vede anche vinti, ma mai domati. Viva la Resistenza!
domenica 5 ottobre 2008
ti brucia il culo, eh!?
quando si dicono risposte.
Capisco tutta la cautela. Ma suggerire soltanto che in fondo ci sono tante cose che vanno male, e per farle andare bene bisognerebbe impegnarsi a fondo, è una presa per i fondelli nei confronti di chi lavora, tiene famiglia e magari c'ha pure lo sfizio di navigare e postare su internet.
Se riesco, quindi, posto la replica alla risposta sulle lavagne interattive:
" >basito dalla spudoratezza di queste scelte. se penso che un s.o. + suite openoffice può anche costare 25 euro...
Di cose che in Italia non vanno tanto bene ce ne sono tante.
Bisogna però cercare di impegnarsi per poter far conoscere le alternative.
e ne aggiungo un'altra; il sussidiario di 4^ elementare dal titolo "il nuovo codice" riporta, tra le pagine dedicate all'educazione informatica, i seguenti capitoli:
"word - un programma per la videoscrittura": ... "probabilmente conosci già WORD; un programma di videoscrittura...."
"le word art"
"le clip art"
"powerpoint"
...
"excel - un programma per organizzare e calcolare"
quindi non ho capito bene, e le chiedo delucidazioni, in merito alla affermazione genericissima che in italia ci siano tante cose che non vanno bene; e sull'avversativa, che davvero non ho compreso, "però bisogna cercare di impegnarsi per far conoscere le alternative."
Se vuole il mio parere, per quello che vale, credo che l'impegno maggiore non stia tanto nel fare conoscere le alternative - perchè se le conosce lei, a maggior ragione le conosceranno i ministri e i sottosegretari di turno - quanto nel metter in evidenza la contraddizione: che sta appunto nel propinare una parte soltanto dello scenario, come se fosse la totalità.
con i migliori auguri di buona continuazione
p.s. ho copiato il testo di questa lettera e l'ho postato (?!?) sul lug di como e di lecco; three times is better than one!"
e come risposta alla risposta, credenziali ("sono un docente di informatica - faccio conoscere linux almeno da dieci anni") e dichiarazioni di principio: "credo che il cambiamento avvenga dal basso"; e intanto che aspettiamo, dall'alto ci strappano a striscioline la possibilità di auto-organizzarci.
E adesso mi aspetto un bel dibattito sul ruolo e sulla responsabilità delle avanguardie.
Capisco tutta la cautela. Ma suggerire soltanto che in fondo ci sono tante cose che vanno male, e per farle andare bene bisognerebbe impegnarsi a fondo, è una presa per i fondelli nei confronti di chi lavora, tiene famiglia e magari c'ha pure lo sfizio di navigare e postare su internet.
Se riesco, quindi, posto la replica alla risposta sulle lavagne interattive:
" >basito dalla spudoratezza di queste scelte. se penso che un s.o. + suite openoffice può anche costare 25 euro...
Di cose che in Italia non vanno tanto bene ce ne sono tante.
Bisogna però cercare di impegnarsi per poter far conoscere le alternative.
e ne aggiungo un'altra; il sussidiario di 4^ elementare dal titolo "il nuovo codice" riporta, tra le pagine dedicate all'educazione informatica, i seguenti capitoli:
"word - un programma per la videoscrittura": ... "probabilmente conosci già WORD; un programma di videoscrittura...."
"le word art"
"le clip art"
"powerpoint"
...
"excel - un programma per organizzare e calcolare"
quindi non ho capito bene, e le chiedo delucidazioni, in merito alla affermazione genericissima che in italia ci siano tante cose che non vanno bene; e sull'avversativa, che davvero non ho compreso, "però bisogna cercare di impegnarsi per far conoscere le alternative."
Se vuole il mio parere, per quello che vale, credo che l'impegno maggiore non stia tanto nel fare conoscere le alternative - perchè se le conosce lei, a maggior ragione le conosceranno i ministri e i sottosegretari di turno - quanto nel metter in evidenza la contraddizione: che sta appunto nel propinare una parte soltanto dello scenario, come se fosse la totalità.
con i migliori auguri di buona continuazione
p.s. ho copiato il testo di questa lettera e l'ho postato (?!?) sul lug di como e di lecco; three times is better than one!"
e come risposta alla risposta, credenziali ("sono un docente di informatica - faccio conoscere linux almeno da dieci anni") e dichiarazioni di principio: "credo che il cambiamento avvenga dal basso"; e intanto che aspettiamo, dall'alto ci strappano a striscioline la possibilità di auto-organizzarci.
E adesso mi aspetto un bel dibattito sul ruolo e sulla responsabilità delle avanguardie.
venerdì 3 ottobre 2008
"lavagne interattive" o scuola efficace?
sento adesso dell'esternazione della ministra Gelmini, degnamente spalleggiata dal suo capo, a proposito delle lavagne interattive. Poco più di mille entro il 2008 (il 10% delle scuole medie) per un 20 milioni € di finanziamento.
Ma non avevano cose più utili da comprare?
Perchè invece di esibirsi in pura propaganda non sostengono la realtà di un percoso di educazione informatica che, pur praticato finora con costi ridotti all'osso, si appoggia esclusivamente sulla buona volontà e sulla autentica abnegazione di pochi insegnanti e dirigenti motivati?
collego ad esempio (se riesco) il riferimento a un plesso della provincia di Modena [un grazie a BiLug per l'informazione, spero che non se ne risentano, nello spirito della Public Licence di GNU)
a me tutto questo ricorda sempre più l'aviazione di cartapesta e i carri armati di cartone del mai abbastanza sepolto Mussolini!
Ma non avevano cose più utili da comprare?
Perchè invece di esibirsi in pura propaganda non sostengono la realtà di un percoso di educazione informatica che, pur praticato finora con costi ridotti all'osso, si appoggia esclusivamente sulla buona volontà e sulla autentica abnegazione di pochi insegnanti e dirigenti motivati?
collego ad esempio (se riesco) il riferimento a un plesso della provincia di Modena [un grazie a BiLug per l'informazione, spero che non se ne risentano, nello spirito della Public Licence di GNU)
a me tutto questo ricorda sempre più l'aviazione di cartapesta e i carri armati di cartone del mai abbastanza sepolto Mussolini!
martedì 30 settembre 2008
impariamo ad amarti (aprendimos a quererte)
compagni e compagne de "il Manifesto"!
dopo 15 giorni di riflessione ho concluso che se il governo toglie, lo Stato dà: il Popolo Sovrano può compensare la truffa perpetrata dalla legge beffarda, anticipata da sapienti note dis-informative, che modifica il finanziamento pubblico alle testate giornalistiche. Come?
Compagni, compagne, cittadini: FUMIAMO DI MENO!
Potremo versare mensilmente, nelle casse de "il Manifesto", 50 (cinquanta) euro, sottraendoli al Monopolio di Stato.
E' un sacrificio: non ditelo a me! ma del resto, come si dice in Valsessera, l'è nut cunfrunt la guèra (occorre tradurre?)
dopo 15 giorni di riflessione ho concluso che se il governo toglie, lo Stato dà: il Popolo Sovrano può compensare la truffa perpetrata dalla legge beffarda, anticipata da sapienti note dis-informative, che modifica il finanziamento pubblico alle testate giornalistiche. Come?
Compagni, compagne, cittadini: FUMIAMO DI MENO!
Potremo versare mensilmente, nelle casse de "il Manifesto", 50 (cinquanta) euro, sottraendoli al Monopolio di Stato.
E' un sacrificio: non ditelo a me! ma del resto, come si dice in Valsessera, l'è nut cunfrunt la guèra (occorre tradurre?)
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