venerdì 3 ottobre 2008

"lavagne interattive" o scuola efficace?

sento adesso dell'esternazione della ministra Gelmini, degnamente spalleggiata dal suo capo, a proposito delle lavagne interattive. Poco più di mille entro il 2008 (il 10% delle scuole medie) per un 20 milioni € di finanziamento.
Ma non avevano cose più utili da comprare?
Perchè invece di esibirsi in pura propaganda non sostengono la realtà di un percoso di educazione informatica che, pur praticato finora con costi ridotti all'osso, si appoggia esclusivamente sulla buona volontà e sulla autentica abnegazione di pochi insegnanti e dirigenti motivati?

collego ad esempio (se riesco) il riferimento a un plesso della provincia di Modena [un grazie a BiLug per l'informazione, spero che non se ne risentano, nello spirito della Public Licence di GNU)

a me tutto questo ricorda sempre più l'aviazione di cartapesta e i carri armati di cartone del mai abbastanza sepolto Mussolini!

martedì 30 settembre 2008

impariamo ad amarti (aprendimos a quererte)

compagni e compagne de "il Manifesto"!
dopo 15 giorni di riflessione ho concluso che se il governo toglie, lo Stato dà: il Popolo Sovrano può compensare la truffa perpetrata dalla legge beffarda, anticipata da sapienti note dis-informative, che modifica il finanziamento pubblico alle testate giornalistiche. Come?
Compagni, compagne, cittadini: FUMIAMO DI MENO!
Potremo versare mensilmente, nelle casse de "il Manifesto", 50 (cinquanta) euro, sottraendoli al Monopolio di Stato.
E' un sacrificio: non ditelo a me! ma del resto, come si dice in Valsessera, l'è nut cunfrunt la guèra (occorre tradurre?)

domenica 29 giugno 2008

la fatica che si sente

a distanza di quindici giorni, a fine mese, un primo punto sulla situazione.
Erba è in vacanza. Erbaviva sta vivacchiando sui soliti umori della solita gente, di concreto proposto nulla.
ComunistiUniti, francamente, non li comprendo anche se potrei linkare (se riesco): parole, troppo tecniche-specialistiche, organizzazione nazionale e regionale. Ma è dai comuni e dai quartieri che si può ripartire!
Mi compiaccio di vedere firme di No-Dalmolin e No-TAV tra i promotori.
Tuttavia non capisco come si declini l'appartenenza al "progetto" di unità per i comunisti; in che cosa caratterizzi il loro fare nel movimento.
A Erba c'è una crisi occupazionale storica; tuttavia, finchè regge, la gravitazione dei lavoratori a Milano ci fa sentire "al sicuro". Sembra esistere la schizofrenia di chi sta fuori casa tredici ore al giorno, ritorna e - giustamente - si addormenta; mentre chi lavora in zona, lavora tredici ore, rientra e si addormenta: e vota a destra.
La situazione di Erba appare del tutto pacificata, si stenta a fare emergere le contraddizioni locali. Manca un polo aggregativo di cultura alternativa. Manca un luogo di discussione - anche l'Altracittà mi sembra portatrice di una cultura cattolica "elegante"... ma perciò stesso distante dalla pancia dei cittadini, che si riconoscono nel crasso Calderoli.

giovedì 12 giugno 2008

ADESSO, ANCORA!

Questo modestissimo blog si pone al servizio della cittadinanza del "distretto erbese".
Si propone di attivare meccanismi di raccordo operativo e di scambio tra le persone geograficamente o affettivamente appartenenti a quel distretto.
Pretende di perseguire la finalità di cambiare la società e di intervenire nelle istituzioni, nell'associazionismo, nel volontariato, per difendere, promuovere e espandere alcuni principi fondamentali:
1. tutte le persone sono uguali, senza differenza di genere, età, credo, appartenenza sociale, attitudini, tendenze e inclinazioni.
2. il lavoro è la misura delle cose - ogni lavoro ha pari dignità - a lavoro uguale salario uguale.
3. il potere è del popolo che lo esercita nelle forme stabilite dalla Costituzione.

Questo embrione di indirizzo strategico va sviluppato e ampliato: tale sarà il compito per questi tre mesi che ci separano da settembre.

Per i commenti e le passioni "diaristiche", c'è QUESTO

martedì 15 aprile 2008

profeti in patria

15 aprile 2008 - data storica, in cui la Sinistra l'Arcobaleno deve per forza porsi il problema dell'articolazione dell'attività politica nel tessuto sociale, dal momento che non c'è più come partito dell'arco costituzionale!
Gravissima responsabilità dei deputati eletti precedentemente, in ognuno dei partiti che hanno composto la formazione nuova: non hanno saputo, non hanno voluto restare attaccati alla loro terra e alla loro base, e sono stati puniti "a prescindere".
Mentre i comitati contro l'una o l'altra delle opere "nocive" dello Stato-Impresa si affacciavano alla politica con una richiesta forte e esplicita di sostegno, i politici l'hanno lasciati soli e ora quegli stessi politici si trovano a fare il percorso inverso, dal Palazzo alla Strada, con il sentimento, spero, di dovere ri-apprendere la militanza. Hanno perso e grave la responsabilità, perchè hanno rinunciato a rappresentare i Comitati; potrei farne un elenco, non ne ho voglia.
So che ora la strada è spianata, per ogni contorsionismo speculativo.
A Como l'Arcobaleno ha preso il 2,2% che corrisponde a meno di 8300 voti.
Bisogna ricominciare. Con altra voglia - con altra fame

venerdì 11 aprile 2008

la democrazia è rappresentativa

Ma anche "diretta". Nel senso che devono esistere margini per promuovere direttamente iniziative. Non tutto può essere lasciato alla professionalità dei professionisti della politica, tanto più in questo periodo di approfondimento degli stili di vita e delle aspirazioni della cittadinanza, da quelli dei politici.
Senza parlare di casta, è troppo spesso verificabile che la carriera politica coincide con un - pur legittimo - desiderio di "sistemazione".
Occorre ridare voce al movimento: occorre ridare gambe alla parola: nelle forme e nei modi opportuni

venerdì 14 marzo 2008

dell'importanza del web (o delle ragnatele e dei ragni)

sono (stato) malato di web. Partecipavo a innumerevoli dibattiti; prendevo posizione su numerose questioni, di cui do un elenco parziale: piste ciclabili; mobilità sostenibile; inquinamento (pollution); inceneritori; riciclaggio dei rifiuti; commercio equo...
Dopo un po' mi veniva da fissarmi su uno degli argomenti; proponevo di incontrare il "gruppo" in modo da definire un ambito comune di dibattito, per poter essere incisivi. Mi ricordavo degli eroici tempi in cui si parlava di consumo consapevole, negli anni '70, nelle valli del Sessera e del Ponzone.
A quel punto, il dibattito sul web moriva.
Infine, ho capito.