martedì 19 febbraio 2008

trasparenza, regole e un po' di buonsenso

Questa sera mi è successa una cosa strana.
Mi sono trovato a passare per caso presso un cantiere del mio comune, dove stanno costruendo una pista ciclo-pedonale di quattrocento metri. Seguo questo cantiere da qualche tempo: mi sono annotato i riferimenti della delibera, dell'appalto, del subappalto. Ho preso nota dell'inizio dei lavori, così come della data prevista - da capitolato - per il loro termine.
Il termine sarebbe stato il 18 febbraio, dopo 120 giorni di lavoro. Ma per quella data i lavori erano piuttosto indietro. Oggi sono avanzati: pietrisco sparso lungo un discreto tratto di percorso; cordolo di contenimento quasi totalmente completato. Certo, il lavoro è ben lontano dall'essere concluso.
E, sorpresa!, sono spariti i pannelli declaratori. E' rimasto soltanto, ma ribassato e seminascosto tra una siepe e un mucchio di detriti, il disegno di un dettaglio dei lavori: il parapetto "di legno e acciaio" che separa la sede stradale dalla pista propriamente detta.
Perchè i pannelli sono spariti?
E' lecito questo?
Non pare, dal momento che il comune "ritira" le comunicazioni pubbliche, che il cantiere stesso diventi "illecito", in qualche modo nascosto, dissimulato (lungo una strada frequentata?) o in qualche maniera sottratto al controllo pubblico?

Ma altre considerazioni muovono questo mio sforzo: non appena mi sono posto queste domande, mi sono detto "lascia perdere!" "cerchi guai". Credo sia proprio questa la "forza perversa" del potere: perchè se tu (io) non sei nessuno, tendi a lasciar correre. Anche se ci sono cose che non capisci.
Mi sovviene la lezione di don Milani, l'uomo che insegnava ai contadini a parlare l'italiano.
Penso con mestizia che devo ripassare. Questo esercizio dello scrivere può essere un buon inizio.

sabato 15 dicembre 2007

in nome e per conto delle maestranze in lotta - in memoria dei caduti e delle cadute sul lavoro - per la vittoria dei lavoratori e delle lavoratrici

PIETA' L'E' MORTA

Lassù sulle montagne bandiera nera:
è morto un partigiano nel far la guerra.

E' morto un partigiano nel far la guerra,
un altro italiano va sotto terra.

Laggiù sotto terra trova un alpino,
caduto nella Russia con il Cervino.

Ma prima di morire ha ancor pregato:
che Dio maledica quell'alleato!

Che Dio maledica chi ci ha tradito
lasciandoci sul Don e poi è fuggito.

Tedeschi traditori, l'alpino è morto
ma un altro combattente oggi è risorto.

Combatte il partigiano la sua battaglia:
Tedeschi e fascisti, fuori d'Italia!

Tedeschi e fascisti, fuori d'Italia!
Gridiamo a tutta forza: Pietà l´è morta!

lunedì 10 dicembre 2007

sempre caro mi fu quest'ermo colle!

"unitevi e fate presto!" dice il Pietro.
ha ragione - avverte e anch'io avverto come un'urgenza nuova in questi primi rigori d'inverno; come se tutti noi, intendo: terrestri! fossimo destinati a scomparire al disgelo, uguali a quelle candele di ghiaccio, sui sassi bagnati del torrente.
Manca, da tempo ormai, la forza di un'ideale. Berlusconi ha vinto: non c'è rimasto neppure un angolo in cui non si badi prima di tutto al soldo - come estrema concretizzazione: non dell'abilità nè del sapere, dell'astuzia invece, spesso della crudeltà. "stronzi" si dice, in termini fin troppo popolari.
Eppure da un vecchio è arrivato il segno. Lui no, non intende più di unità. Troppe volte l'ha fatto, senza ricevere in cambio che paternalistiche lodi: purchè stesse fuori. Ora ci in-segna; tocca a noi. Così sia.

giovedì 6 dicembre 2007

siamo la coscienza critica e così dobbiamo avanzare

siamo la coscienza critica e così dobbiamo avanzare