Il prof. Mantegazza si sofferma, con numerosi esempi e controesempi, su alcuni atteggiamenti pedagogici fondamentali; è evidente che sta parlando prima di tutto al proprio uditorio, cioè a insegnanti (e alcuni genitori) della scuola primaria e dell'infanzia.
La scuola, sostiene, deve proporre non già un quadro valoriale precostituito e rigido, ma al contrario gli strumenti per valutare in modo sempre più autonomo e efficace i valori che di volta in volta vengono proposti dal "mondo". La scuola è nel mondo: il suo compito educativo sta precisamente nell'educazione alla comprensione degli eventi.Di più. Tanto la scuola è nel mondo al punto da essere permeabile a ogni idea del mondo; con una caratteristica irrinunciabile: tutto quanto entra a scuola diventa oggetto culturale; sia pure il sentimento di "paura" che in questo periodo si sente evocare spesso.
La paura è naturale; va rispettata e presa sul serio: al punto che è necessario comprendere da che cosa nasce e quali motivi la suscitano. Tutto questo per riuscire a fare ugualmente le cose, accompagnando il sentimento di inquietudine che le accompagna naturalmente. La paura per esempio permette di notare subito le differenze: questo è il passo essenziale per l'incontro.
Nessun commento:
Posta un commento